LIBERO ARBITRIO UN APPROCCIO OLISTICO AL PROBLEMA MORTON WHITE ECIG LIBRO NUOVO

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12,90  IVA inclusa

LIBERO ARBITRIO  

Un approccio olistico al problema

Morton White 
ECIG 
EDIZIONI CULTURALI INTERNAZIONALI GENOVA
159 PAGINE
COPERTINA FLESSIBILE
collana Polis
1a ed. 1996
9788875457297
LIBRO NUOVO -RARO- FUORI CATALOGO
TUTTAVIA POTREBBE PRESENTARE DEI SEGNI DI 
MANEGGIAMENTO/IMMAGAZZINAMENTO 

Morton White
LIBERO ARBITRIO
SIAMO O NON SIAMO LIBERI?
IN QUALE MISURA LE NOSTRE AZIONI SONO CONDIZIONATE DAL PASSATO?
COSA SIGNIFICA "SONO LIBERO DI FARE LA TAL COSA"?
CHE DIFFERENZA C'È TRA "SONO LIBERO DI AGIRE" E "SONO LIBERO DI
SCEGLIERE"?
LA CAUSALITÀ UNIVERSALE IMPLICA LA NON LIBERTA?
OVVERO, IN TERMINI TEOLOGICI, L'ONNISCIENZA DIVINA IMPLICA LA
PREDETERMINAZIONE?

Sono queste le domande che, dagli albori della filosofia, hanno attanagliato la
mente di tutti i pensato-
ri, senza distinzione di epoca, credo o scuola di pensiero. Sono queste le
domande cui ogni essere
umano minimamente consapevole di sé, cui ogni cultura, orale o scritta, in
forma di miti, personifica-
zioni, paradossi o sillogismi, hanno cercato di dare una risposta, senza che
mai sia stato possibile tro-
vare un accordo che non fosse dogmatica imposizione o effimero compromesso.
Sono queste le
domande, infine, che stanno alla base della vexata - ma non esausta - quaestio
del “libero arbitrio”,
fomentatrice di insanabili scismi, inestinguibili diatribe e feroci lotte, di
carta e di sangue. Il tentativo
di risolvere, nelle parole di Hume, "1 problema più controverso della più
controversa delle scienze”
(la metafisica), ha condotto, nel corso dei secoli, a un proliferare di
sottigliezze e di distinguo, a una
ridda di “soluzioni" generali o parziali
, psicologiche o formali, universali o contestuali, e il problema
è stato, di volta in volta, dichiarato logico, ontologico, psicologico o
teologico, ma il logos non si lascia
afferrare e continua a rispuntare come "il rospo dal fondo di un barile di
birra” (Chisholm). Morton
White non intende qui prosciugare il barile, bensì prendere atto dello stato
delle cose, chiarire il senso
della quaestio rispettando il più possibile, da buon pragmatista americano, le
convinzioni morali indivi-
duali. La soluzione che egli ci offre ha il duplice pregio di non presupporre
l'accettazione o il rifiuto
del determinismo e di non imporre a priori un preciso contesto etico nel quale
definire la libertà di
azione e di scelta. Presentando la propria teoria in forma tale da poter essere
confrontata con l'espe-
rienza, Morton White non ne asserisce la “scientificità", ma la possibilità
e la necessità che ognuno
noi, di fronte agli interrogativi e alle scelte che la vita ci presenta, valuti
coscientemente, e con quel
minimo di coerenza che la decenza impone, le conseguenze delle proprie
convinzioni personali.

Morton White è Professore emerito presso lo Institute for Advanced Study di
Princeton, New Jersey. 

E autore, fra l'altro, di What is and What Ought to be Done (Oxford) e, insieme a Lucia White, di The
Intellectual Versus the City (Harvard, MIT).



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